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Le imprese italiane sono sempre più nel mirino: secondo l’ultimo studio di Check Point, gli attacchi informatici contro organizzazioni nel nostro Paese sono cresciuti in modo significativo, con implicazioni immediate per aziende, enti pubblici e cittadini. Capire come e perché sta cambiando il panorama della cybersecurity è oggi essenziale per limitare danni e interruzioni.
In media, ogni realtà italiana subisce circa 2.334 attacchi a settimana — quasi uno ogni cinque minuti — un valore superiore del 18% rispetto alla media mondiale (1.968). Rispetto all’anno precedente la crescita è marcata: +17% rispetto al dato 2024 (1.673). Il monitoraggio internazionale individua tre settori particolarmente esposti: la pubblica amministrazione (circa 4.764 attacchi settimanali), i beni e servizi al consumo (2.884) e i servizi finanziari (2.011).
L’effetto acceleratore dell’intelligenza artificiale
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L’introduzione massiccia dell’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui gli attaccanti operano: attività come la raccolta di informazioni, le campagne di social engineering e le decisioni operative possono essere ora eseguite più rapidamente e con maggior precisione. A livello globale, il volume medio di minacce registra un aumento impressionante: +70% rispetto al 2023.
Secondo gli analisti di Check Point, capacità che un tempo richiedevano grandi risorse sono oggi accessibili a gruppi più vasti, permettendo offese più mirate, coordiante e scalabili contro organizzazioni di ogni dimensione.
Cambiamenti nella tattica dei criminali
Il settore della sicurezza sta attraversando quello che gli esperti definiscono un’accelerazione senza precedenti: operazioni sempre meno manuali e sempre più automatizzate evidenziano l’emergere di tecniche autonome. Questo cambiamento obbliga aziende e istituzioni a ripensare processi e controlli per prevenire la diffusione rapida delle intrusioni.
Lotem Finkelstein, vicepresidente Ricerca di Check Point, mette in guardia sul fatto che gli attaccanti stanno progressivamente abbandonando le tattiche tradizionali a favore di catene di attacco automatizzate che riducono i tempi di esecuzione e aumentano l’efficacia.
Misure pratiche per ridurre il rischio
Alla luce delle tendenze descritte, il report propone linee guida concrete per limitare l’impatto delle nuove minacce. Non si tratta solo di rispondere più in fretta, ma di ripensare l’architettura stessa della sicurezza.
- Rivedere i controlli su reti, endpoint, cloud, email e architetture SASE per intercettare attacchi automatici e coordinati prima che si diffondano.
- Rafforzare l’infrastruttura: dispositivi perimetrali non monitorati, appliance VPN obsolete e dispositivi IoT spesso fungono da ingressi nascosti.
- Implementare governance e visibilità sull’uso dell’IA autorizzata e non, per ridurre esposizione a prompt ad alto rischio e perdite di dati.
- Proteggere l’ambiente di lavoro digitale dove si sovrappongono fiducia umana e automazione: email, browser, strumenti di collaborazione, applicazioni SaaS e canali vocali richiedono controlli specifici.
Queste azioni non esauriscono il tema, ma offrono una road map operativa per attenuare il pericolo crescente legato alla combinazione tra automazione e tecnica offensiva avanzata.
La questione è particolarmente concreta nelle ultime settimane: casi recenti includono un tentativo di ricatto contro l’Università Sapienza di Roma e attacchi informatici indirizzati verso alcune sedi del ministero degli Esteri e siti legati a Milano-Cortina, episodi che il ministro Tajani ha detto siano stati sventati nelle ultime ore. Sono segnali che la minaccia tocca sia grandi istituzioni sia infrastrutture sensibili.
Per i singoli utenti la raccomandazione resta semplice ma efficace: curare le password, attivare l’autenticazione a più fattori e aggiornare sistemi e dispositivi. Prevenire rimane la strategia più conveniente e sicura.
Fonte: Check Point Software, 14° rapporto annuale — Cyber Security Report 2026.












