Google privacy potenziata: rimuovi subito foto esplicite e dati sensibili dalla Ricerca

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Google ha introdotto strumenti pensati per chi subisce la diffusione non autorizzata di immagini intime e per chi teme la presenza dei propri documenti online. Le novità puntano a semplificare le segnalazioni direttamente dai risultati di ricerca e a potenziare i controlli sui dati personali visibili, ma presentano limiti importanti da conoscere.

Rimuovere immagini intime da Google Immagini: la procedura passo dopo passo

Se una foto a sfondo sessuale che ti ritrae appare su Google Immagini, è ora possibile chiedere la sua rimozione direttamente dall’interfaccia. Questa opzione vale sia per immagini autentiche sia per contenuti generati con strumenti di intelligenza artificiale.

  1. Clicca sui tre puntini accanto al risultato in Google Immagini.
  2. Seleziona “Rimuovi risultato”.
  3. Scegli l’opzione “Mostra una immagine sessuale di me” e avvia la richiesta.

La procedura guida l’utente nel fornire dettagli utili a Google per valutare la segnalazione e tentare la rimozione anche di eventuali occorrenze future.

Verifica della richiesta e condizioni di accesso

Non aspettarti la cancellazione immediata: le immagini segnalate non scompaiono istantaneamente. Google analizza la fondatezza della richiesta prima di intervenire e non indica un tempo fisso per l’elaborazione.

Per usare lo strumento è necessario:

  • essere connessi con il proprio account Google;
  • avere attivato la funzione “Risultati che ti riguardano” nell’account;
  • fornire informazioni che aiutino Google a riconoscere i contenuti da rimuovere.

Cosa include “Risultati che ti riguardano”

Da questa area del profilo è possibile richiedere la rimozione di risultati che si preferisce non vedere pubblici. Tra le informazioni che si possono indicare ci sono:

  • nomi e nickname usati per essere trovati;
  • numeri di telefono e indirizzi email;
  • indirizzi e altri dati di contatto.

Se Google individua questi elementi nei risultati, informerà l’utente e offrirà opzioni per nasconderli.

Controllo dei documenti d’identità: cosa cambia e dove è attivo

Un secondo strumento collegato a “Risultati che ti riguardano” permette a Google di verificare la presenza online di passaporti, patenti e altri documenti personali. Per funzionare, il servizio richiede che l’utente fornisca i dati che vuole monitorare.

Al momento la funzione per i documenti è disponibile solo negli Stati Uniti, ma Google comunica l’intenzione di estenderla ad altri Paesi. L’azienda assicura che i dati raccolti sono protetti con crittografia avanzata e non vengono impiegati per finalità diverse dal controllo richiesto.

Limiti della tutela offerta e rischi da tenere a mente

È fondamentale capire che gli interventi di Google riguardano solo i risultati di ricerca. Le immagini o i documenti rimangono archiviati sui siti originali e sono accessibili tramite altri motori o direttamente dai server che li ospitano.

Per questo motivo, la rimozione dai risultati di ricerca può ridurre l’esposizione, ma non elimina la fonte. Condividere dati sensibili o immagini di documenti può causare problemi seri, tra cui:

  • furto d’identità;
  • truffe finanziarie;
  • uso improprio di immagini personali.

Tenere le proprie informazioni al sicuro e limitare la condivisione online resta la prima difesa. Chi usa i nuovi strumenti dovrebbe valutare con attenzione quali dati indicare al servizio di monitoraggio e considerare misure aggiuntive per proteggere la propria privacy.

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