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Marzo ha messo l’Intelligenza Artificiale sotto una luce duplice: tensioni politiche e una valanga di nuovi strumenti pronti a entrare nelle nostre giornate. Tra accordi controversi, indagini pubbliche e aggiornamenti pensati per il lavoro, il mese ha mostrato quanto l’AI stia contemporaneamente dividendo e trasformando la società.
Accordi militari e dissensi tra aziende AI
Il confronto sul rapporto tra AI e difesa è tornato al centro del dibattito pubblico. Da un lato c’è chi sceglie di collaborare con enti governativi. Dall’altro, chi rifiuta e punta a distinguersi per principi etici.
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OpenAI ha formalizzato una partnership con il Pentagono, aprendo scenari d’uso militare per i suoi modelli. Anthropic ha invece scelto una linea contraria, reagendo duramente quando è stata indicata come rischio nella supply chain.
Nel mezzo sono emersi messaggi interni e polemiche. Dario Amodei ha offerto scuse pubbliche per alcune comunicazioni contro l’amministrazione precedente. La vicenda è diventata anche questione di reputazione pubblica.
Anthropic ha lanciato inoltre il Anthropic Institute, un progetto di ricerca sul impatto sociale delle tecnologie avanzate. L’obiettivo dichiarato è spostare l’attenzione da benchmark e performance a temi come il lavoro, la governance e la vita quotidiana.
Quali sono le attese reali verso l’AI
Una ricerca condotta da Anthropic ha coinvolto 81.000 persone in 159 Paesi. Il risultato aiuta a spostare il focus dalle fantascienze alle esigenze concrete.
- Desideri pratici: più tempo libero, maggiore autonomia e strumenti per gestire meglio il carico mentale.
- Aspettative funzionali: assistenti che semplificano compiti ripetitivi e migliorano la connessione tra persone e servizi.
- Paure concrete: uso dell’AI per controllare, decisioni delegate senza trasparenza, erosione del pensiero critico.
Le speranze e le preoccupazioni non vivono in compartimenti separati. Spesso vanno a braccetto: uno strumento che aiuta può anche finire per sostituire in parte il ruolo umano.
Il lavoro tra allarmismi e dati economici
Il tema occupazionale è tornato sotto i riflettori con notizie di licenziamenti attribuiti all’AI. In Italia ha fatto scalpore il caso di una piccola azienda che avrebbe messo fine al rapporto con 37 dipendenti, scatenando narrazioni sulla sostituzione totale.
Allo stesso tempo, studi istituzionali offrono una visione diversa. Un’analisi della BCE su circa 5.000 imprese nell’eurozona mostra che le aziende che usano intensamente l’AI tendono ad assumere di più.
I fattori che favoriscono l’assunzione includono:
- investimenti per sviluppare nuovi processi;
- uso dell’AI per potenziare squadre e creare ruoli specializzati;
- adozione per gestire e monitorare sistemi complessi, non solo per tagliare costi.
La narrazione mediatica della sostituzione pura convive quindi con scenari di trasformazione e ricollocazione delle competenze.
AI integrata negli strumenti quotidiani di lavoro
Questo marzo ha visto grandi player rendere l’AI parte integrante delle app d’ufficio. L’obiettivo è meno spettacolo e più continuità operativa.
Ufficio e produttività
Google ha presentato Reimagining Gemini, un set di funzioni pensate per integrare l’AI in Drive, Sheets e Slides. L’idea è che i software comprendano il contesto e affianchino il flusso di lavoro.
Anthropic ha aggiornato Claude per Excel e PowerPoint, puntando sulla capacità di mantenere il filo tra documenti e creare analisi in tempo reale.
Creatività e editing
Adobe ha ampliato le funzionalità conversazionali in Photoshop e Firefly. Ora è possibile rimuovere elementi, cambiare sfondi e intervenire con comandi vocali su mobile.
Computer che agiscono per noi: agenti sempre più autonomi
Sta emergendo una nuova categoria di strumenti: agenti che lavorano anche quando l’utente non è attivo sullo schermo.
Ecco alcuni esempi significativi:
- Perplexity Personal Computer: un sistema sempre attivo che lavora su file locali e si collega a server aziendali sicuri.
- Manus My Computer: porta funzionalità desktop direttamente sulle macchine degli utenti, con accesso a file, app e strumenti di sviluppo.
Le capacità tipiche di questi agenti includono:
- lettura e aggiornamento di file locali;
- esecuzione di comandi via terminale;
- organizzazione automatica di cartelle e documenti;
- supporto nello sviluppo di applicazioni.
Quando il gioco diventa infrastruttura geospaziale
Un’operazione di mercato ha rivelato il valore nascosto dietro un prodotto ludico. Niantic ha venduto la sua divisione gaming a Scopely per 3,5 miliardi di dollari. Ma dietro al gioco rimaneva altro.
Niantic si è tenuta l’asset strategico: la sua infrastruttura geospaziale e i dataset accumulati con anni di interazioni dei giocatori. Nasce così Niantic Spatial, focalizzata su applicazioni di geospatial AI.
La partnership con Coco Robotics sfrutta oltre 30 miliardi di immagini raccolte in giochi come Pokémon GO. Quelle immagini aiutano oggi i robot a navigare con precisione in ambienti complessi, là dove il GPS è incerto.
Questo passaggio mostra un principio ricorrente: ciò che nasce per intrattenere può trasformarsi in una risorsa infrastrutturale con applicazioni industriali.













