Sam Altman nel mirino: sparatoria contro la villa a San Francisco, due giovani coinvolti

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Due azioni violente a pochi giorni di distanza hanno preso di mira la residenza di Sam Altman a San Francisco: un lancio di una bottiglia incendiaria e, nella notte tra sabato e domenica, colpi d’arma da fuoco esplosi verso la proprietà. Gli arresti e i post online collegati agli autori mettono sotto i riflettori la sicurezza dei dirigenti tech e la polarizzazione del dibattito sull’intelligenza artificiale.

I nuovi fermi: spari diretti verso la villa

La polizia locale ha fermato due persone dopo che, intorno all’1:40 di notte, alcuni vicini hanno udito colpi provenire da un veicolo fermo nei pressi della casa di Altman. Secondo il quotidiano locale The San Francisco Standard, la persona seduta lato passeggero sarebbe scesa parzialmente dal veicolo per poi aprire il fuoco in direzione della proprietà, dopodiché l’auto è fuggita.

Le immagini di una telecamera di sorveglianza avrebbero permesso di identificare i presunti responsabili: la venticinquenne Amanda Tom e il ventitreenne Muhamad Tarik Hussein, arrestati con l’accusa di “negligent discharge”, reato che in California indica lo sparo intenzionale in modo gravemente negligente con rischio di lesioni o morte. Il capo d’imputazione prevede sanzioni che possono arrivare fino a tre anni di reclusione.

Nel corso di una perquisizione nell’abitazione di uno dei fermati, gli inquirenti avrebbero inoltre trovato altre tre armi da fuoco. Al momento le motivazioni dietro l’azione rimangono oggetto d’accertamento.

Chi ha lanciato la molotov e cosa scriveva online

Il primo episodio, avvenuto venerdì, è stato collegato a un ventenne identificato come Daniel Moreno Gama: secondo le autorità avrebbe lanciato una bottiglia incendiaria verso la villa di Altman. Negli scritti pubblicati in rete — tra cui un post datato 7 gennaio su una piattaforma simile a blog — Gama esprimeva un forte allarme sul futuro dell’AI, sostenendo che i modelli possono agire contro gli interessi dei loro creatori e che la corsa allo sviluppo mette in secondo piano la sicurezza e l’etica.

Nel suo testo l’autore criticava dirigenti e investitori della tecnologia, citando anche episodi controversi legati al CEO di OpenAI, e invitava a misure radicali per fermare un presunto progresso incontrollato dell’IA. Le affermazioni pubblicate hanno sollevato interrogativi sul collegamento tra retorica online e atti concreti di violenza.

La rete, il server Discord e le comunità di protesta

Ricercatori che hanno analizzato i suoi account hanno notato una forte attività in comunità online favorevoli a un rallentamento dello sviluppo dell’AI. In particolare, su un server Discord legato al movimento PauseAI — che promuove la sospensione dello sviluppo dell’intelligenza artificiale generale — Daniel Moreno Gama era presente con lo pseudonimo “Butlerian Jihadist”, un riferimento letterario alla rivolta contro le macchine.

Secondo quanto riportato da una ricercatrice su X (ex Twitter), i messaggi condivisi sull’account manifestavano urgenza e tono apocalittico, esortando all’azione. Alla notizia dell’arresto, amministratori del server hanno iniziato a cancellare alcuni contenuti, ma poi si sono fermati per preservare materiale potenzialmente utile alle indagini.

PauseAI ha inoltre diffuso una nota ribadendo il proprio impegno per la nonviolenza e precisando che Gama non era riconosciuto come attivista del gruppo. Il movimento ha descritto le sue iniziative come strumenti pacifici di pressione politica e sensibilizzazione pubblica, invitando a percorsi legali e non violenti per chi teme le conseguenze dell’AI.

La vicenda solleva domande pratiche e politiche: come prevenire che il dissenso digitale degeneri in azioni violente, quale livello di protezione è necessario per figure pubbliche del settore tecnologico e fino a che punto la retorica online influisce su comportamenti estremi.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti tra gli episodi e per ricostruire i motivi che hanno spinto i responsabili. Le autorità continuano a esaminare prove digitali e materiali, mentre il dibattito pubblico sull’AI resta sotto osservazione per il rischio di radicalizzazione.

Categorie IA

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