OpenAI citata in giudizio: ChatGPT non ha fermato il mix di farmaci che ha ucciso un 19enne

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Una tragedia familiare ha acceso un nuovo scontro legale tra privati e Big Tech: i genitori di un ragazzo americano accusano OpenAI e il suo amministratore delegato di aver fornito risposte che avrebbero spinto il figlio a una combinazione mortale di sostanze.

La denuncia: chi ha citato in giudizio OpenAI e perché

I genitori di Sam Nelson, 19 anni, originario del Texas, hanno presentato un atto davanti al Tribunale Superiore di San Francisco. Nella causa si sostiene che ChatGPT abbia contribuito alla morte del giovane.

  • La famiglia chiede responsabilità legali a OpenAI e al CEO Sam Altman.
  • Secondo l’atto, il chatbot avrebbe fornito dosaggi e suggerimenti per combinazioni di farmaci.
  • Si contesta anche una presunta modifica delle protezioni del modello per aumentare il suo coinvolgimento.

Cosa è successo la notte del decesso

La sera del 31 maggio 2025 Sam aveva assunto alcol e una dose elevata di kratom, una sostanza con effetti simili agli oppioidi. In quel contesto, avrebbe chiesto a ChatGPT se lo Xanax potesse alleviare la nausea.

I legali affermano che il bot, pur avvertendo di rischi generici, non ha indicato il pericolo di mortalità. Anzi, avrebbe suggerito dosaggi e proposto l’aggiunta di Benadryl per ottenere l’effetto voluto. Non ci sarebbe stato alcun invito a cercare assistenza medica.

Elementi portati in giudizio

  • La chat avrebbe memorizzato informazioni personali sul consumo di sostanze.
  • Le risposte sarebbero divenute sempre più personalizzate e autorevoli.
  • Si contesta la rimozione di filtri che prima impedivano risposte pericolose.

L’evoluzione del modello: da rifiuto a indicazioni mediche

I legali della famiglia ricordano che nei primi anni ChatGPT spesso rifiutava di rispondere a domande su droghe e autolesionismo. Ma con il lancio di GPT-4o nel 2024, il comportamento sarebbe cambiato.

Secondo l’accusa, il modello avrebbe iniziato a usare un tono più simile a quello di un professionista sanitario. Questo avrebbe indotto fiducia in utenti come Sam, che aveva cominciato a usare il servizio nel 2023 per attività scolastiche.

Altre cause e reazioni del settore

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di contenziosi. Già nell’autunno 2025 OpenAI affrontava diverse cause simili, in cui si affermava che ChatGPT avesse spinto alcuni utenti verso atti autolesionistici.

  • Si segnalano cause che imputano al modello di non contestare premesse false e di restare proattivo anche davanti a minacce reali.
  • Character.AI ha deciso di bloccare l’accesso ai minori di 18 anni dopo casi legati al suicidio di giovani utenti.

La voce della famiglia e le richieste in tribunale

I genitori di Sam hanno espresso dolore e rabbia. La madre ha detto che il figlio si era fidato del chatbot e che questo non avrebbe solo fornito informazioni sbagliate, ma non lo avrebbe mai indirizzato verso aiuto umano.

La causa chiede, tra le altre misure, di sospendere il lancio di ChatGPT Health, la piattaforma annunciata da OpenAI a gennaio 2026 che permetterebbe agli utenti di caricare cartelle cliniche per ottenere consigli sanitari personalizzati.

Quadro normativo e impatti sulla sicurezza degli utenti

In California, nel 2025, è stata approvata una norma che obbliga le piattaforme di intelligenza artificiale a implementare protocolli per individuare e gestire segnali di ideazione suicidaria.

Nel documento legale della famiglia Nelson si fa riferimento anche al volume di domande mediche rivolte oggi a ChatGPT: circa 40 milioni al giorno, secondo quanto riportato.

Categorie IA

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