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- Pixel Glow prende il posto del famoso termometro a infrarossi
- Display più brillanti per visibilità estrema all’aperto
- Fotocamere: quali novità aspettarsi
- Tensor G6 a 2 nm: promessa di potenza ed efficienza
- Batterie: numeri che dividono la community
- Project Toscana e il riconoscimento facciale IR: sviluppi rinviati
Con l’avvicinarsi di maggio e del palco del Google I/O, le voci sui nuovi Pixel si fanno più intense. I leak più recenti lasciano intravedere cambiamenti netti nel design e nell’hardware dei prossimi Google Pixel 11. Tra render CAD e canali informali, emerge un quadro dove estetica e intelligenza artificiale si intrecciano per ridefinire la linea dei flagship di Mountain View.
Pixel Glow prende il posto del famoso termometro a infrarossi
Il tradizionale sensore a infrarossi montato sul retro sembra destinato a sparire. Al suo posto Google starebbe preparando un elemento luminoso completamente nuovo.
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Questo sistema, noto internamente come Pixel Glow, riprende l’idea delle luci RGB viste su altri prodotti, ma con identità e funzionalità proprietarie. I primi leak parlano di animazioni personalizzabili e reazioni visive legate a notifiche e interazioni.
Tuttavia, la connettività tra queste luci e le funzioni del dispositivo potrebbe essere stretta. Le sorgenti più recenti suggeriscono che molte animazioni saranno orchestrate insieme all’IA di sistema, coinvolgendo Gemini per scenari dinamici.
Display più brillanti per visibilità estrema all’aperto
Sul fronte dei pannelli, i formati rimangono familiari ma la tecnologia si spinge oltre. I modelli Pro manterranno schermi ampi e raffinati, studiati per l’uso sotto il sole.
- Pixel 11 Pro: display vicino ai 6,3 pollici.
- Pixel 11 Pro XL: schermo attorno ai 6,8 pollici.
- Tutti con pannelli OLED LTPO di alto livello.
Il punto di forza è la luminosità di picco: i rumor indicano valori fino a 2.450 nit, per una leggibilità superiore in esterno.
Fotocamere: quali novità aspettarsi
La fotografia rimane un pilastro della serie Pixel. Per il 2026 Google sembra intenzionata a rinnovare i moduli principali.
- Aggiornamento del sensore principale.
- Rinnovo del teleobiettivo con nuovo design ottico.
- Possibile introduzione di un sensore da 50 megapixel come nuovo standard.
Le informazioni tecniche non sono ancora definitive. Ma le fonti concordano su un salto in qualità, sia in termini di resa che di versatilità fotografica.
Tensor G6 a 2 nm: promessa di potenza ed efficienza
Sotto la scocca il cuore dei Pixel 11 dovrebbe essere il nuovo SoC Google, il Tensor G6. Questo chip rappresenterebbe il primo passo del gruppo verso processi produttivi a 2 nanometri.
La transizione a 2 nm punta a migliorare prestazioni, consumi e gestione termica. Per supportare task di intelligenza artificiale locali, le configurazioni RAM potrebbero salire.
- Supporto fino a 16 GB di RAM per i modelli più spinti.
- Ottimizzazioni specifiche per l’elaborazione AI on-device.
Batterie: numeri che dividono la community
Un’aspetto discusso dai leak è la capacità delle batterie. I rumor riportano valori che alcuni troveranno conservativi.
- Pixel 11 Pro: circa 4.707 mAh.
- Pixel 11 Pro XL: intorno a 5.000 mAh.
Resta da chiarire se si tratti di capacità nominale o di valori tipici. La differenza può cambiare la percezione sull’autonomia reale.
Project Toscana e il riconoscimento facciale IR: sviluppi rinviati
Tra le funzioni attese c’era un avanzato sistema di sblocco facciale con tecnologia a infrarossi. Il progetto, noto come Project Toscana, doveva migliorare velocità e sicurezza rispetto alle soluzioni attuali.
Gli ultimi report indicano però che la tecnologia non è ancora pronta per il lancio commerciale. Per questo motivo il debutto sulla nuova gamma Pixel potrebbe slittare, almeno per il 2026.
Come influiranno le scelte software sull’esperienza
L’integrazione tra hardware e intelligenza artificiale sarà centrale. Molte delle novità estetiche e funzionali potrebbero dipendere dall’integrazione con Gemini.
- Pixel Glow potrebbe rispondere alle azioni dell’IA.
- Parte delle funzionalità potrebbero essere distribuite via software dopo il lancio.
- La roadmap resta fluida fino agli annunci ufficiali al Google I/O.












