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- Perché Turner ha dato le dimissioni
- La proposta ignorata e i tentativi di mediazione
- Che cosa prevede l’accordo con il Dipartimento della Difesa
- A chi ha venduto tecnologie il Pentagono e le eccezioni
- Reazioni dei dipendenti e mobilitazione interna
- Analogie e differenze con il caso del 2018
- La scelta personale di Turner e le sue conseguenze
- Implicazioni per la fiducia pubblica e la governance dell’AI
Alex Turner ha lasciato Google DeepMind a giugno, dopo aver rifiutato la direzione presa dall’azienda nel rapporto con il Dipartimento della Difesa americano. La decisione ha acceso un dibattito interno e pubblico sulle responsabilità etiche dell’industria dell’AI.
Perché Turner ha dato le dimissioni
Turner lavorava alla sicurezza dell’intelligenza artificiale da oltre due anni. Ha detto di aver provato fino all’ultimo a cambiare le scelte aziendali dall’interno.
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Secondo il suo racconto, il punto di rottura è stato l’accordo firmato da Google con il Pentagono. Turner ha spiegato che la sua coscienza non gli ha permesso di restare a lavoro dopo quella firma.
La proposta ignorata e i tentativi di mediazione
Prima di dimettersi, Turner ha redatto una proposta dettagliata per mitigare i rischi dell’accordo. Il documento includeva clausole contrattuali e meccanismi di supervisione.
- La proposta era lunga circa 25 pagine.
- È stata inviata a Demis Hassabis, CEO di DeepMind.
- Hassabis l’ha girata a due responsabili senior delle policy, ma non ci sarebbero state azioni decisive.
Turner ha anche coinvolto Jeff Dean, Chief Scientist di Google. Dean avrebbe firmato un amicus brief a sostegno di Anthropic in una disputa con il Pentagono. Ma, secondo Turner, Dean non ha usato la sua posizione per bloccare l’accordo di Google.
Che cosa prevede l’accordo con il Dipartimento della Difesa
Il contratto conferma che i modelli Gemini possono essere impiegati su reti militari classificate. La dicitura parla di “qualsiasi uso legale”.
Nel testo è presente una formula che dichiara che i modelli non sono pensati per armi autonome o per sorveglianza di massa. Tuttavia, Google si riserva di non poter veto sulle decisioni operative del governo.
In pratica, secondo i critici, manca un vincolo giuridico che proibisca usi controversi dei modelli.
A chi ha venduto tecnologie il Pentagono e le eccezioni
Il Pentagono ha inserito Google in un gruppo di fornitori di AI che comprende anche altri grandi nomi del settore.
- Microsoft
- Amazon
- OpenAI
- xAI
L’unica tra le principali società ad aver rifiutato i termini è stata Anthropic. Il Dipartimento della Difesa ha allora etichettato Anthropic come “rischio per la supply chain”. Anthropic ha impugnato quella decisione in tribunale.
Reazioni dei dipendenti e mobilitazione interna
La firma del contratto ha provocato malumori diffusi in Google e DeepMind.
- Oltre 600 dipendenti hanno firmato una lettera aperta contro l’accordo.
- Tra i firmatari ci sono più di 20 dirigenti e vicepresidenti.
- Più di 100 ricercatori di DeepMind hanno scritto una lettera interna contro l’uso militare della ricerca.
I lavoratori britannici di DeepMind hanno avviato una procedura di sindacalizzazione con la Communication Workers Union. Il 98% dei votanti CWU ha sostenuto la campagna.
Le richieste dei dipendenti includono il divieto dell’uso dei modelli Google da parte del Pentagono e dell’esercito israeliano, e il ripristino dei principi etici che Google aveva eliminato nel febbraio 2025.
Analogie e differenze con il caso del 2018
Molti commentatori hanno richiamato il passato. Nel 2018 migliaia di dipendenti chiesero a Google di rinunciare a Project Maven, un progetto di analisi di immagini per il Pentagono.
Allora, le dimissioni e le pressioni portarono Google ad abbandonare quel contratto. Oggi il contesto è cambiato.
- Il mercato dell’AI per uso militare vale miliardi.
- I tagli nel settore tech hanno ridotto il potere contrattuale dei lavoratori.
- Google ha già ritoccato le proprie linee rosse interne.
La scelta personale di Turner e le sue conseguenze
Turner ha rifiutato offerte da altri laboratori, incluso il team di safety di OpenAI. Ha dichiarato di essere disoccupato dopo le dimissioni.
Questo comportamento pone una questione fondamentale: il conflitto non è solo economico. Riguarda chi decide i limiti etici e dove vengono tracciati.
Implicazioni per la fiducia pubblica e la governance dell’AI
L’affare sottolinea tensioni tra innovazione, sicurezza nazionale e responsabilità etica.
Le critiche interne mostrano che i dipendenti possono diventare attori politici rilevanti nelle grandi aziende tecnologiche.
Le scelte di oggi potrebbero influenzare norme, regolamenti e pratiche di collaborazione tra industria e Stato.












