Un po’ di luce recensione: il film di Ali Asgari alla Mostra del Cinema di Venezia

Mostra sommario Nascondi sommario


Dal cuore di Teheran alle sale italiane: Un po’ di luce, il nuovo film di Ali Asgari, arriva nelle sale il 1° ottobre 2026 distribuito da Teodora Film. Presentato in concorso alla Mostra di Venezia, il lungometraggio racconta l’ultimo giorno di un medico che sceglie di andarsene. La pellicola mette in scena il privato e il politico, e riporta il cinema iraniano al confronto internazionale.

Il film in sala e il passaggio da Venezia all’Italia

Un po’ di luce (titolo originale Kami Nour, internazionale A Bit of Light) è il sesto film di Ali Asgari. È stato selezionato per il Concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia. In Italia esce il 1° ottobre 2026 grazie a Teodora Film. La scelta della distribuzione punta a valorizzare una voce iraniana che torna al Leone d’Oro dopo alcuni anni.

La storia: un giorno che pesa come un destino

Un addio programmato

Arash è un medico di Teheran. Gli hanno tolto l’ambulatorio e la possibilità di curare. Decide di mettere fine alla propria vita. Passa l’ultimo giorno fra fratello, sorelle e madre. Non chiede compassione. Eppure sono i gesti quotidiani a incrinare la sua scelta.

Dettagli che raccontano

  • Scene minime e quotidiane che vivono di particolari.
  • Oggetti di casa, una cipolla, un gatto e una pianta come punti di vista.
  • Il film preferisce il fuoricampo alle immagini esplicite.
Dettaglio domestico con cipolla, pianta e oggetti di casa
Oggetti quotidiani come una cipolla e una pianta diventano punti di vista nel film.

Il set sotto la minaccia: girare con i bombardamenti

La lavorazione è avvenuta in condizioni difficili. Con la guerra alle porte, le riprese si sono svolte sotto la costante minaccia dei bombardamenti. Vetri protetti con scotch e attenzione ai movimenti in strada. In questo contesto il cinema diventa gesto politico. Per la troupe anche una passeggiata con una cinepresa può avere conseguenze.

Set cinematografico con misure di protezione e attrezzatura durante riprese in zona di conflitto
Le riprese svolte sotto la minaccia dei bombardamenti hanno richiesto protezioni e accorgimenti.

Il peso del non detto è centrale: sangue sulle bende, materiali lasciati in campo, il teatro senza velo. Tutto suggerisce più di quanto mostri.

Interpreti e sceneggiatura: volti e parole

La parte di Arash è affidata a Misagh Zareh. Il suo volto racconta una sofferenza contenuta. Accanto a lui, Sadaf Asgari e Forouzan Jamshidnejad compongono una famiglia che reagisce in privato, con freddezza apparente.

Alla sceneggiatura collabora Shadmehr Rastin, già candidato all’Oscar per il lavoro con Jafar Panahi. La scrittura mette in scena l’oppressione con misura. Non urla, ma piccole scelte narrative la rendono potente.

Riferimenti e orizzonti cinematografici

Asgari si confronta con due punti di riferimento noti. Da una parte c’è l’imprinting di Kiarostami, soprattutto per l’attenzione alle piccole cose che cambiano l’esistenza. Dall’altra, la capacità di guardare oltre la tragedia, come in alcuni film europei che osservano la vita che resiste.

  • Piccole speranze come alternativa all’atto estremo.
  • La convivenza quotidiana di lutto e normalità nelle strade di Teheran.
  • La danza finale come gesto collettivo che segna la speranza.

Recensione essenziale: perché questo film conta

In 87 minuti asciutti, il film sceglie la delicatezza. È un dramma da camera che non costruisce proclami. Il messaggio arriva attraverso i gesti più che dalle parole. Un po’ di luce è politico e umano insieme. È un film da vedere e da lasciare sedimentare.

Scheda tecnica: dati essenziali

  • Titolo originale: Kami Nour
  • Titolo internazionale: A Bit of Light
  • Regia: Ali Asgari
  • Sceneggiatura: Ali Asgari, Shadmehr Rastin
  • Cast principale: Misagh Zareh, Sadaf Asgari, Forouzan Jamshidnejad, Ramtin Daghigh, Mina Rahimzadeh
  • Fotografia e montaggio: Iman Tahsin
  • Musica: Hossein Mirzagholi
  • Produzione: Seven Springs Pictures; Zoe Films per l’Italia
  • Paesi: Iran, Svizzera, Italia, Canada, Turchia
  • Anno: 2026
  • Durata: 87 minuti
  • Genere: Drammatico
  • Distribuzione in Italia: Teodora Film
  • Selezione: Concorso, 83ª Mostra del Cinema di Venezia
  • Uscita in Italia: 1° ottobre 2026

Un cocktail ispirato al film

Per evocare il contrasto tra dolce e amaro, tragedia e vita, ecco un drink immaginato sul tema del film. Lo chiamerei Kami Nour.

  • Base: vodka pulita
  • Dolce amaro: sciroppo di amarena persiana (sharbat)
  • Un tocco resistente: succo di mezzo melograno
  • Aroma: una lacrima d’acqua di rose
  • Colore: zafferano in infusione
  • Acidità: una spruzzata di lime
  • Guarnizione: scorza d’arancia bruciata

Si serve in tumbler basso, senza ghiaccio tritato. Il finale è una scorza arsa che rimanda a quel piccolo raggio di luce che illumina la scena.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



AmicoGeek è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento