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- Di cosa parla il film: trama e punto di partenza
- Temi trattati: memoria, colpa e verità
- Atmosfera e luoghi: una Buenos Aires ritrovata
- Cast e personaggi: interpreti principali
- Il regista e la genesi dell’opera
- Produzione tecnica: squadra e contributi artistici
- Accoglienza ai festival: Venezia 2026
- Come il film dialoga con il pubblico
Esce oggi nelle sale italiane Ritorno a Buenos Aires, il nuovo film di Marco Bechis presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. La pellicola intreccia memoria, giustizia e silenzi personali in una storia che riporta nel presente ferite mai rimarginate. Il trailer ufficiale accompagna l’uscita e anticipa un racconto intimo e sociale.
Di cosa parla il film: trama e punto di partenza
La storia è ambientata nel 2008. Mariano Guerra torna in Argentina dopo trentatré anni trascorsi in Italia. Il suo viaggio ha uno scopo preciso: testimoniare in un processo contro ex militari accusati di sequestro, torture e schiavitù durante la dittatura.
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- Protagonista: Mariano Guerra, sopravvissuto e testimone chiave.
- Evento centrale: la deposizione al processo.
- Orizzonte temporale: ricordi dei fatti avvenuti durante la repressione.
Nel film l’attesa della testimonianza diventa il luogo dove riaffiorano i ricordi. Luoghi e volti riaprono ferite. Il passato entra nel presente attraverso conversazioni, silenzi e confronti.
Temi trattati: memoria, colpa e verità
Ritorno a Buenos Aires esplora il peso della memoria collettiva e personale. La pellicola mette al centro la cosiddetta colpa del sopravvissuto, la difficoltà di chi è tornato e deve fare i conti con chi non è più tornato.
Le riflessioni principali
- Il rapporto tra giustizia formale e riparazione individuale.
- La memoria come testimonianza e come ferita aperta.
- Il valore della finzione cinematografica per raccontare verità complesse.
Atmosfera e luoghi: una Buenos Aires ritrovata
Gran parte del film si svolge nella capitale argentina. Gli spazi che ospitano i testimoni, come gli alloggi del Ministero della Giustizia, diventano set naturali di incontri e confessioni.

La regia privilegia i dettagli: i volti, i silenzi, il tempo dell’attesa. Questi elementi costruiscono un clima di tensione sommessa. Il passato si insinua negli angoli della città e nei luoghi della detenzione.
Cast e personaggi: interpreti principali
Il film si regge sulle interpretazioni dei personaggi che condividono la stessa esperienza di prigionia.
- Adriano Giannini
- Ana Celentano
- Verónica Gerez
- Olivia Nuss
- Adrián Fondari
- Paula Cohen
- Marcelo Chaparro
Al centro della narrazione resta la figura di Mariano e la relazione con gli altri sopravvissuti. Le interpretazioni puntano a rendere credibili i silenzi e le tensioni interiori.
Il regista e la genesi dell’opera
Marco Bechis dirige il film e firma la sceneggiatura con Vijaya Bechis Boll. Il regista ritorna in Argentina dopo molti anni e sceglie la finzione per raccontare una vicenda che nasce da una ferita personale.
Bechis ha vissuto il sequestro durante la dittatura argentina. Tuttavia precisa che il protagonista non è un ritratto biografico. La scelta della fiction serve a esplorare emozioni e memorie che la sola testimonianza storica fatica a esprimere.
La regia cerca essenzialità: poche parole, attenzione ai volti e ai tempi. Il risultato è un film che non spiega ma mostra, e che lascia spazio all’interpretazione dello spettatore.
Produzione tecnica: squadra e contributi artistici
La produzione è curata da Fandango, 39 Films e Karta Film, con il sostegno di Rai Cinema e 34 Filmes. Dietro la macchina da presa tecnica e creativa troviamo professionisti di rilievo.
- Fotografia: Fabrizio La Palombara
- Montaggio: Jacopo Quadri e Nicolò Tettamanti
- Scenografia: Caterina Giargia, Mario Scarzella, Eduardo Antunes
- Colonna sonora: Guglielmo Diana
La collaborazione tra questi reparti costruisce un linguaggio filmico sobrio e concentrato, dove l’immagine e il silenzio giocano un ruolo centrale.
Accoglienza ai festival: Venezia 2026
Ritorno a Buenos Aires è stato presentato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola ha trovato spazio nelle proiezioni pubbliche dell’11 settembre.
- Proiezioni a Venezia: Sala Grande e PalaBiennale.
- Durata del film: 105 minuti.
- Lingue: italiano e spagnolo.
Come il film dialoga con il pubblico
Il film non offre risposte semplici. Invita invece a un confronto: cosa significa raccontare la violenza di Stato attraverso la finzione? Come si misura la giustizia con le ferite rimaste aperte?
Attraverso scene di attesa e dialoghi essenziali, Ritorno a Buenos Aires solleva domande sul peso della testimonianza e sul ruolo della memoria collettiva. La forza del film sta nella sua capacità di restituire umanità alle vittime, senza pretendere di chiudere un cerchio che resta aperto.











