Trump: Google SynthID segnala foto modificata con OpenAI

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Una serie di immagini condivise da Donald Trump su Truth Social ha acceso un nuovo dibattito sulla veridicità delle foto ufficiali della Casa Bianca. Un controllo automatico ha segnalato possibili ritocchi digitali, sollevando interrogativi sulla fonte e sulla natura delle modifiche.

Il rilevamento: cosa ha trovato il SynthID di Google

The Verge ha caricato una delle foto sui tool di verifica e il risultato è stato chiaro: il SynthID Detector di Google ha classificato l’immagine come “made or edited with OpenAI”.

Screenshot stilizzato di uno strumento di rilevamento con risultato 'made or edited with OpenAI'
Il risultato del detector SynthID: segnalazione di contenuti creati o modificati con OpenAI.

Il detector cerca una filigrana invisibile inserita da alcuni sistemi di intelligenza artificiale. Può analizzare immagini, video e audio. In questo caso però non è stato possibile stabilire quale modello OpenAI sia stato impiegato né l’entità dell’intervento.

Segni visibili di manipolazione: cosa non torna nelle foto

Oltre alla firma digitale, ci sono dettagli che appaiono incoerenti anche al semplice sguardo.

Confronto ravvicinato di una colonna e gradini mostra dettagli incoerenti
Dettagli architettonici e angolazioni che non quadrano tra le due immagini.

  • I gradini ai lati della struttura non corrispondono tra lo scatto “prima” e quello “dopo”.
  • L’angolazione e molti particolari sembrano identici, compresi riflessi nelle finestre.
  • Il cartone protettivo alla base della colonna resta nella stessa posizione in entrambe le immagini.
  • La superficie della colonna “appena pitturata” appare in modo innaturale levigata.

Contesto: come sono state presentate le immagini

Nel post, Trump ha descritto le foto come documentazione della facciata sud rinnovata, comprensiva del nuovo ingresso e di un eliporto. Le immagini si inseriscono nella serie di lavori mostrati durante il presunto secondo mandato, che includono il Giardino delle Rose e il portico nord.

Non è stato chiarito se le modifiche siano state effettuate direttamente dallo staff della Casa Bianca o da esterni.

Altri episodi recenti: precedenti e rilevazioni

Non si tratta di un caso isolato. Pochi giorni prima, una foto usata per promuovere una diretta di “Trump TV” conteneva una filigrana SynthID, secondo France24.

Quel confronto ha permesso di collegare l’immagine a una fotografia del febbraio 2023, durante il Super Bowl LVII. Hive Moderation ha inoltre indicato GPT Image 2 di OpenAI come possibile modello impiegato per il ritocco.

Già a gennaio l’Associated Press aveva documentato l’uso di immagini ritoccate su account ufficiali. I portavoce avevano risposto, in modo informale, che i “memes will continue”.

Come funziona SynthID e quali sono i suoi limiti

SynthID inserisce marcatori invisibili nei contenuti creati o modificati con alcuni software. Quando il file viene scannerizzato, il detector può restituire una segnalazione rapida.

Tuttavia esistono limiti importanti:

  1. SynthID segnala che c’è stata una manipolazione, ma non ne quantifica la portata.
  2. La presenza di una filigrana non indica chi ha eseguito la modifica.
  3. Non tutte le piattaforme o i modelli appongono questi marcatori.

Pratiche verificate per controllare immagini ufficiali

Giornalisti e verificatori stanno adottando procedure ibride per valutare le foto sospette.

  • Uso combinato di filigrane invisibili e strumenti di ricerca inversa delle immagini.
  • Analisi comparativa dei dettagli architettonici e dei riflessi.
  • Richieste di chiarimento alle fonti ufficiali per stabilire l’origine della foto.

Il rilevamento automatico resta uno strumento utile, ma la verifica umana è imprescindibile per interpretare i risultati.

Categorie IA

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