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Giovedì 29 ottobre 2026 Wall Street ha vissuto una giornata di forte scossone dopo il tonfo delle azioni di Alphabet, la holding che controlla Google. La reazione a catena ha travolto il Nasdaq e riaperto il dibattito sul costo della corsa all’intelligenza artificiale.
Un ribasso storico e le ripercussioni sul mercato
Il titolo di Alphabet ha subito una discesa bruciante, superiore al 13% in un solo giorno. È il peggior calo percentuale registrato dal titolo in oltre due decenni. Circa 500 miliardi di dollari di valore di mercato sono stati azzerati in poche ore, con effetti immediati sul sentiment degli investitori e sull’indice tecnologico.
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Bilancio trimestrale: numeri che dividono il mercato
I conti del terzo trimestre hanno presentato segnali contrastanti. I ricavi sono cresciuti, ma non quanto atteso dagli analisti. Anche gli utili hanno deluso.
- Ricavi totali: 127,6 miliardi di dollari, +25% anno su anno.
- Ricavi attesi dagli analisti: circa 128,2 miliardi di dollari.
- Utile per azione: 2,67 dollari contro i 3,02 previsti.
- Profitto netto: 26,2 miliardi di dollari, in calo del 25% rispetto all’anno precedente.
La dinamica mostra che la crescita del fatturato non basta più per convincere i mercati. Gli investitori vogliono segnali di redditività più chiari.
Google Cloud: il motore trainante ma non risolutivo
Il segmento cloud è emerso come la principale fonte di crescita. I ricavi di Google Cloud hanno superato i 30,7 miliardi di dollari, con una crescita annua vicina al 103%. La domanda enterprise per soluzioni legate all’IA e per i chip TPU ha sostenuto l’espansione.
Tuttavia il business pubblicitario, cuore storico di Google, ha mostrato segni di affaticamento. I ricavi della ricerca sono cresciuti del 12%, a 63,35 miliardi di dollari, una performance inferiore alle aspettative per un segmento maturo.
Spese ingenti e flussi di cassa sotto pressione
La strategia di investimento aggressiva per dominare l’IA ha avuto un costo immediato sui conti. Alphabet ha registrato un flusso di cassa libero negativo che ha sorpreso il mercato.

- Free cash flow: -9,07 miliardi di dollari nel trimestre.
- Confronto trimestrale: -5,9 miliardi nel precedente periodo.
- Confronto annuale: +24,5 miliardi nello stesso trimestre del 2025.
- Investimenti in capitale: 51,4 miliardi di dollari spesi per infrastrutture e data center.
- Previsione capex 2026: tra 195 e 205 miliardi di dollari.
Questa intensità di spesa è vista come necessaria per competere nell’IA, ma mette in discussione la redditività a breve termine.
Analisti, mercati e il nodo dell’efficienza
Gli esperti hanno espresso forti dubbi sulla sostenibilità del modello di spesa. Molte preoccupazioni ruotano attorno alla capacità di trasformare investimenti massicci in profitti reali.
- Timori sulla conversione degli investimenti infrastrutturali in ricavi sostenibili.
- Critiche sulla gestione dei costi e sulla necessità di maggiore efficienza operativa.
- Impatto macroeconomico e sensibilità degli investitori alla liquidità.
- Capitalizzazione di mercato scesa sotto i 4 trilioni di dollari, segnando una correzione rilevante per il settore tech.
Scelte per gli azionisti e scenari aperti
La crisi di fiducia mette sul tavolo scenari concreti per Alphabet. Gli azionisti chiedono prove di ritorno sugli investimenti e una gestione più attenta dei margini.
Possibili mosse dell’azienda
- Ottimizzazione dei costi operativi senza fermare l’innovazione.
- Rifocalizzazione degli investimenti verso progetti con ritorni più rapidi.
- Maggior trasparenza sulle tempistiche di monetizzazione dell’IA.
Resta aperta la domanda se la strategia attuale porterà a margini più solidi o se la corsa agli investimenti consumerà risorse per lungo tempo. Sul mercato cresce la richiesta di una crescita più sostenibile e profittevole.











