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- Il percorso di uno scienziato che ha cambiato l’elettronica
- Perché l’IA non potrà mai essere cosciente, secondo Faggin
- Concetti essenziali: informazione quantistica e collasso
- La proposta teorica: Quantum Information Panpsychism (QIP)
- Simboli, bit e significato: perché i calcoli non bastano
- I pericoli dell’antropomorfizzazione nelle comunicazioni delle Big Tech
- Come conciliare progresso tecnologico e rispetto dell’umano
- Quali tecnologie hanno il potenziale di trasformare la storia, oltre al microchip?
Federico Faggin, l’ingegnere del primo microprocessore commerciale, lancia una sfida intellettuale alle narrazioni dominanti sulle intelligenze artificiali. Mentre le grandi aziende parlano di chatbot «quasi umani», Faggin ricorda che il vero nodo è un altro: la coscienza. Secondo lui, essa non emerge dal calcolo elettronico ma appartiene alla struttura profonda della realtà quantistica.
Il percorso di uno scienziato che ha cambiato l’elettronica
Nato a Vicenza nel 1941, Federico Faggin è stato protagonista della rivoluzione dei semiconduttori. Ha sviluppato la Silicon-Gate Technology alla Fairchild e ha guidato il progetto che portò all’Intel 4004.
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Negli anni successivi ha contribuito a processori come gli 8008 e gli 8080 e ha co-fondato Synaptics. Qui è nato il primo touchpad capacitivo utilizzato nei laptop.
Dal 2011, insieme alla moglie Elvia, coordina la Federico & Elvia Faggin Foundation, che sostiene studi interdisciplinari sulla natura della coscienza presso istituti statunitensi.
Perché l’IA non potrà mai essere cosciente, secondo Faggin
Faggin contesta l’idea che la coscienza sia un sottoprodotto di processi neuronali simulabili. Per lui, il materialismo riduzionista travisa la realtà umana.
Se consideriamo l’essere umano come una macchina, perdiamo l’orizzonte del libero arbitrio. E se il libero arbitrio non esiste, la coscienza diventa un semplice epifenomeno.
- La coscienza è esperienza soggettiva: sapere cosa si desidera e poter scegliere come esprimerlo.
- Lo scientismo assume che tutto sia macchina e poi lo giustifica con modelli matematici.
- Per Faggin, questa impostazione ignora proprietà fondamentali che non emergono dalla materia priva di coscienza.
Concetti essenziali: informazione quantistica e collasso
Per comprendere la sua proposta bisogna chiarire alcuni termini. Ecco le idee base spiegate con parole semplici.
- Informazione quantistica: l’informazione codificata in sistemi quantistici. L’unità minima è il qubit, che può esistere in più stati simultanei finché non viene misurato.
- Proprietà privata: la teoria della non-clonazione impedisce di copiare esattamente uno stato quantistico. Faggin paragona questo all’esperienza interiore, unica e non replicabile.
- Collasso della funzione d’onda: il passaggio da molte possibilità a un risultato singolo al momento dell’osservazione.
- Scelta e libero arbitrio: invece di considerare il collasso come evento casuale, Faggin lo interpreta come un atto intenzionale di un campo cosciente.
La proposta teorica: Quantum Information Panpsychism (QIP)
Insieme al fisico Giacomo Mauro D’Ariano, Faggin ha sviluppato il quadro QIP. Questa teoria ribalta l’idea che la coscienza emerga dalla materia.

Secondo QIP, i campi quantistici sono entità dotate di autoconsapevolezza e di capacità di scelta. Le loro decisioni determinano gli esiti quantistici e dunque la realtà che percepiamo.
Il corpo umano diventa così una macchina quantistico-classica: un’architettura biologica guidata dalle scelte di campi coscienti. Ma una macchina puramente classica non condivide queste proprietà.
Le differenze nette tra cellule umane e circuiti elettronici
- Parte-intero: ogni cellula possiede una conoscenza potenziale dell’intero organismo e può adattare il proprio comportamento.
- Pattern su scala: l’organismo è un campo che integra informazioni su più livelli.
- Interruttori elettronici: i transistor sono switch on/off privi di consapevolezza del sistema che compongono.
Simboli, bit e significato: perché i calcoli non bastano
Faggin sottolinea che il bit è un segno astratto. In sé non ha esperienza. Può assumere significato solo se interpretato da una mente cosciente.
Una struttura di simboli, per quanto complessa, non equivale a un Sé che sente e decide. Per questo, l’organizzazione di bit non produce coscienza.
I pericoli dell’antropomorfizzazione nelle comunicazioni delle Big Tech
Le aziende presentano interfacce e chat come se fossero intelligenti al livello umano. Per Faggin questo crea ambiguità culturale.
- Si rischia di promuovere l’idea che gli esseri umani siano macchine e che la macchina possa sostituirci.
- In un contesto competitivo, equiparare uomini e macchine favorisce chi controlla le risorse tecnologiche.
- La retorica sbagliata può spingere a trattare l’IA come arma geopolitica.
Per evitare abusi bisogna riportare al centro la dignità e la specificità umana. Solo così è possibile progettare un progresso tecnologico etico.
Come conciliare progresso tecnologico e rispetto dell’umano
Faggin ritiene possibile un’avanzata tecnologica a misura d’uomo. Ma serve cambiare la nostra visione di chi siamo.
- Promuovere una cultura che riconosca il valore della coscienza e del libero arbitrio.
- Evitarе di delegare a pochi il controllo dell’intelligenza artificiale.
- Incentivare approcci cooperativi anziché competitivi nello sviluppo dell’IA.
Quali tecnologie hanno il potenziale di trasformare la storia, oltre al microchip?
Secondo Faggin, la tecnologia più promettente è quella della vita stessa. Essa unisce dimensione quantistica e manifestazione biologica.
Il corpo umano non è un computer convenzionale. La sua complessità supera qualsiasi architettura elettronica conosciuta.
Anche se il corpo ha aspetti meccanici, l’essere umano è qualcosa in più: un campo quantistico dotato di esperienza e di libera scelta.












