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Mark Zuckerberg sta sperimentando un assistente basato su intelligenza artificiale che lo affianchi nelle decisioni di vertice di Meta: una sorta di “CeoBot” personale, secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal. La novità non è solo tecnologica: arriva mentre l’azienda raddoppia gli investimenti in AI e valuta tagli massicci al personale.
Il progetto, descritto come un agente cognitivo progettato per supportare il ruolo di amministratore delegato, avrebbe anche riportato Zuckerberg ai suoi primi interessi: il dirigente sarebbe infatti tornato a dedicarsi personalmente alla programmazione. Fonti citate dal quotidiano statunitense parlano di un impegno diretto, non soltanto di supervisione strategica.
Già a gennaio il ceo aveva anticipato la linea: Meta sta puntando su strumenti di intelligenza artificiale per rendere i team più snelli e i singoli dipendenti più produttivi, trasformando processi che prima richiedevano gruppi numerosi in attività portate avanti da individui con strumenti avanzati.
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ZuckBot: Zuckerberg sperimenta un assistente AI per snellire la gestione di Meta
Investimenti e acquisizioni
La strategia ha numeri concreti: Meta prevede di aumentare la spesa per progetti e infrastrutture legate all’AI, passando da circa 72 a 135 miliardi di dollari nel 2026. Questa accelerazione si è tradotta subito in acquisizioni mirate, tra cui startup come Manus e MoltBook, quest’ultima descritta come un social per agenti intelligenti.
All’interno dell’azienda gli assistenti artificiali sono già molto usati: secondo quanto emerge, i chatbot aziendali si scambiano informazioni autonomamente e gli impiegati condividono sulla bacheca interna best practice e consigli sull’uso di nuovi strumenti cognitivi. L’uso di questi strumenti è inoltre inserito nei criteri di valutazione delle prestazioni, il che rende l’adozione dell’AI un fattore concreto per avanzamenti e valutazioni interne.
Il nodo dei posti di lavoro
La trasformazione tecnologica arriva in un contesto delicato: Reuters riferisce che Meta starebbe programmando un taglio del personale intorno al 20%, una cifra significativa che corrisponderebbe a una delle più vaste riduzioni nella storia dell’azienda. Si somma a precedenti riduzioni registrate negli ultimi anni, mentre la crescita esplosiva registrata durante la pandemia aveva temporaneamente gonfiato l’organico.
Per la direttrice finanziaria Susan Li, la priorità è chiara: occorre fare in modo che una realtà delle dimensioni di Meta non perda efficienza rispetto a società nate già integrate con l’intelligenza artificiale. La scelta di puntare su agenti intelligenti e sull’autonomia dei singoli va letta anche in questa chiave di competitività e controllo dei costi.
Per i dipendenti la combinazione di maggiore automazione e criteri di performance legati all’AI alimenta timori concreti: meno ruoli tradizionali, più responsabilità per singoli lavoratori, e una valutazione del contributo individuale che dipenderà sempre più dalla capacità di utilizzare strumenti cognitivi avanzati.
Dietro la scelta: anche una questione personale
L’adozione di un assistente digitale che affianchi il ceo ha anche una dimensione personale. Racconti di anni passati descrivono Zuckerberg come una persona riservata e a volte impacciata nelle interazioni informali; figure vicine agli ambienti delle startup sottolineano come la tecnologia possa servire a colmare lacune comunicative e a rendere più agevole la gestione pubblica del ruolo.
Negli ultimi anni il fondatore di Meta ha ammesso pubblicamente di aver lavorato sul proprio approccio comunicativo, e l’uso di strumenti di AI per supportare la leadership rientra in una strategia che mescola pragmatismo organizzativo e desiderio di efficienza personale.
Quel che conta oggi per osservatori e dipendenti è che la scommessa sull’intelligenza artificiale cambia l’assetto del lavoro dentro Meta e ha ricadute immediate: investimenti miliardari, nuove acquisizioni, modifiche ai criteri di valutazione e il rischio di tagli estesi. Nei prossimi mesi sarà importante monitorare come verranno implementati questi strumenti e quali tutele saranno previste per chi perderà il posto o dovrà riqualificarsi.













