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Le grandi compagnie telefoniche italiane stanno trasformando le loro offerte con l’intelligenza artificiale: Tim propone ai clienti l’accesso ai piani Google AI, mentre Fastweb+Vodafone lancia un assistente capace di svolgere compiti pratici per l’utente. Queste novità non sono solo marketing: rilanciano la competizione sul servizio clienti e sollevano nuove questioni su privacy, fatturazione e uso dei dati.
Dal 3 giugno Tim ha attivato una partnership con Google che mette a disposizione dei suoi abbonati i piani di intelligenza artificiale più evoluti del gruppo statunitense. L’offerta include sia una versione avanzata, pensata per utenti con connessione fissa, sia un piano più snello fruibile anche su rete mobile.
Come funziona l’offerta Tim
I clienti con linea fissa possono provare gratuitamente per tre mesi il livello più ricco di Google AI: oltre ai modelli di linguaggio Gemini, il pacchetto comprende fino a 5 TB di spazio cloud, strumenti per ricerche approfondite e funzionalità di notebook per modelli linguistici. Sempre durante il periodo promozionale sono compresi servizi premium aggiuntivi come funzionalità avanzate per la smart home, strumenti di salute digitale e una versione ridotta di YouTube Premium.
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Trascorsi i tre mesi, il piano di livello superiore prevede un canone mensile di circa 22 euro. L’alternativa entry-level — disponibile sia su fisso che su mobile — offre 2 TB di storage e le funzioni AI principali a poco meno di 10 euro al mese.
Per attivare l’abbonamento è possibile rivolgersi ai negozi Tim o usare i canali digitali dell’operatore. Non sono richieste spese di attivazione e gli addebiti vengono gestiti in bolletta per i fissi o tramite credito per gli utenti mobile.
Ross: l’assistente che esegue compiti
Ross è la risposta di Fastweb+Vodafone: un agente virtuale sviluppato da NextMindLab, startup italiana ora interamente controllata da Fastweb. L’obiettivo dichiarato è ridurre il carico delle attività ripetitive — dalla gestione della posta all’organizzazione dell’agenda — lasciando agli utenti il compito decisivo di valutazione e sintesi.
Oltre a rispondere a domande e generare testi, Ross punta a compiere azioni pratiche: integrazione con email e calendario, ricerca e sintesi di informazioni, redazione di documenti, monitoraggio di notizie e persino supporto alla pianificazione di attività complesse. Il servizio prevede anche strumenti per creare pagine web e una memoria persistente che memorizza preferenze e contesto d’uso per migliorare le risposte nel tempo.
Secondo Fastweb+Vodafone, i modelli e le infrastrutture di Ross risiedono in Italia; il servizio è progettato per rispettare GDPR e l’AI Act europeo. L’azienda assicura che i dati delle conversazioni non vengono impiegati per l’addestramento di modelli proprietari o di terzi e che ogni utente dispone di uno spazio dati separato, con la possibilità di richiederne la cancellazione completa in qualsiasi momento.
Ross è già raggiungibile via web su heyross.ai, con tre piani pensati sia per professionisti sia per uso personale. Giovanni Germani, responsabile AI del gruppo, ha sottolineato che l’intento è offrire uno strumento concreto per la vita quotidiana e lavorativa, non solo un prodotto di tendenza.
Quel che cambia davvero per gli utenti è la natura dell’offerta: gli operatori non vendono più solo connettività, ma salgono sul terreno dei servizi digitali a valore aggiunto. Per i consumatori questo significa nuove opportunità di efficienza, ma anche la necessità di valutare con attenzione sicurezza e condizioni d’uso dei propri dati.












