AI ha cancellato 425.000 posti di lavoro in 3 anni: allarme ILO

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Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha cambiato ritmi e regole del lavoro e della vita quotidiana. Tra dati, allarmi e opportunità, cresce il dibattito su quanto l’AI elimini posti di lavoro, quali settori siano più vulnerabili e come governare questa trasformazione senza lasciare indietro milioni di persone.

Quanti posti di lavoro ha già cancellato l’AI

Analisi globali raccolgono cifre che non lasciano indifferenti. Secondo il sito ailayoffs.live, in tre anni l’adozione dell’AI ha portato alla perdita di 425.000 posti di lavoro nel mondo, di cui 142.000 in Europa. L’International Labour Organization avverte che circa un lavoratore su quattro rischia di essere sostituito da tecnologie intelligenti.

Distribuzione del rischio per aree di reddito

I calcoli mostrano che il pericolo sale nei paesi con reddito elevato. In queste economie la quota raggiunge il 34% dell’occupazione.

Settori e mansioni più a rischio

Non tutte le professioni sono uguali di fronte all’automazione. Alcune attività sono più esposte per la loro ripetitività.

  • Amministrazione e back office: processi routinari facilmente sostituibili.
  • Assistenza clienti e call center: chatbot e sistemi vocali automatizzati.
  • Settore bancario e casse: operazioni standardizzate e pagamenti automatici.
  • Traduzione automatica: strumenti che riducono la domanda di traduttori per testi semplici.

Il quadro italiano: domanda di competenze AI in rapida crescita

L’Italia mostra segnali contrastanti. Il mercato del lavoro richiede sempre più abilità digitali.

  • Uno studio del Politecnico di Milano indica che nel 2025 gli annunci di lavoro che richiedono competenze legate all’AI sono aumentati del 93%.
  • Questo aumento suggerisce una domanda forte per figure specializzate.

Come l’AI entra nella vita dei consumatori

L’intelligenza artificiale non cambia solo lavoro e industrie. Modifica anche i comportamenti d’acquisto.

  • Circa un terzo degli italiani usa strumenti basati su AI per orientare gli acquisti online.
  • Questo fenomeno potrebbe generare un valore stimato di 22 miliardi di euro all’anno per l’e‑commerce nazionale.

Impatto ambientale: data center e consumi energetici

L’espansione dell’AI porta con sé costi ambientali concreti. I data center che supportano queste tecnologie hanno un impatto crescente.

  • I data center dedicati all’AI oggi sono responsabili di circa il 2,5%–3,7% delle emissioni globali di gas serra.
  • Le previsioni indicano che il consumo elettrico globale dei data center potrebbe raddoppiare entro il 2030, raggiungendo il 3% dell’elettricità mondiale.

Governare l’AI e preparare i lavoratori

Per molti enti la soluzione non è bloccare l’innovazione. Serve regolamentare e investire in competenze.

Secondo il Consumers’ Forum, l’intelligenza artificiale può generare nuove professioni e aprire opportunità occupazionali. Tuttavia, il passaggio richiede misure concrete.

  • Governance: norme chiare per mettere l’AI al servizio dei cittadini.
  • Formazione: programmi per aggiornare i lavoratori e insegnare competenze digitali.
  • Politiche attive: incentivi per la ricollocazione e nuovi percorsi di carriera.

Furio Truzzi, presidente del Consumers’ Forum, sintetizza l’approccio auspicato: «l’AI deve essere un’alleata, non un sostituto».

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