Twitter vendesi, ma non a Facebook e Google


SAN FRANCISCO. Twitter è in vendita. Era inevitabile che prima o poi la piattaforma di microblogging avrebbe dovuto monetizzare in qualche modo quello che agli occhi di tutti è indubbiamente un vero e proprio impero economico-digitale.

Le opinioni degli esperti, scatenate dal solito stuzzicante articolo dell’autorevole Wall Street Journal, stimano il suo valore in non meno di 10 miliardi di dollari. Cifre da capogiro, e a potersele permettere non sono tutti. Qualcuno però è disposto a pagare un prezzo ancora più alto: è Google, che evidentemente vede in Twitter l’unico strumento in grado di fronteggiare Facebook nel mondo dei social media (e in generale sul web, pare infatti che il sito di Mark Zuckerberg abbia superato il motore di ricerca in quanto a visitatori).

La stessa Facebook non è stata in ogni caso a guardare, e avrebbe offerto la sua controparte. I fondatori di Twitter non sembrano comunque intenzionati a cedere la propria creazione a una delle due società, forse per tirare ancor più il prezzo o forse solo per non mettere a rischio la net neutrality.

Il profitto dell’azienda, sebbene discretamente alto, è ben al di sotto delle aspettative ed a seguito di nuove assunzioni e dell’acquisto di numerosi datacenter all’avanguardia, le spese si sono moltiplicate. Ciononostante i vertici della società dichiarano di poter far crescere il valore sino a 100 miliardi, cifra che pare fin troppo fuori misura se non altro dato che attualmente il fatturato è tendenzialmente in calo.

Le trattative, se ci sono, sono dunque tenute attentamente nascoste. Qualunque sarà il futuro di Twitter, comunque, chiunque deciderà di acquistarla (o tenerla) non se ne pentirà di sicuro.

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  1. Stefano scrive:

    Complimenti, ottimo articolo! Secondo me i vertici di Twitter dovrebbero aspettare a vendere ora…

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